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sábado, septiembre 05, 2015

RECUERDOS DE SANTA ANGELA MERICI EN ITALIANO

RICORDI DI S.ANGELA MERICI

[RICORDI DIRETTI ALLE COLONNELLE]
[Prologo]
  1. Suor Angela, serva indegna di Gesù Cristo,
  2. alle sue dilette figlie e sorelle, le colonnelle della Compagnia di S. Orsola.
  3. La fortezza e il vero conforto dello Spirito Santo siano in tutte voi,
  4. affinché possiate sostenere ed eseguire virilmente e fedelmente l’impresa che avete su di voi,
  5. e nello stesso tempo aspettare la grande ricompensa che Dio vi ha preparata, se vi sforzerete, ognuna dal canto proprio, di essere fedeli e sollecite verso le sue spose,
  6. che vi sono state affidate per custodirle e per vegliare su di loro come vigilantissime e buone ministre.
  7. Allora, quanto dovete pregare Dio che vi illumini e vi diriga e vi insegni quello che dovete fare per amor suo in un tale compito;
  8. non può esisterne un altro più degno che l’essere custodi delle spose dell’Altissimo.
  9. Sicché dovete anche pensare come le dovete apprezzare;
  10. perché, quanto più le apprezzerete, tanto più le amerete: quanto più le amerete, tanto più cura e attenzione avrete per loro.
  11. E sarà impossibile che giorno e notte non le abbiate a cuore, e scolpite nel cuore, tutte una per una, perché il vero amore fa e opera così.
  12. Né vi deve pesare una tale impresa: anzi, dovete ringraziare Dio sommamente che si sia degnato di mettervi nel numero di coloro che lui vuole che si affatichino a governare e custodire simile suo tesoro.
  13. Grazia certamente grande e sorte inestimabile, se la vorrete riconoscere.
  14. Non vi perdete d’animo per non sapere e non poter fare quello che giustamente si richiede per un così singolare governo.
  15. Abbiate speranza e ferma fede in Dio: lui vi aiuterà in ogni cosa.
  16. Pregatelo, umiliatevi sotto la sua grande potenza, perché senza dubbio, avendovi affidato tale impresa, vi darà anche le forze per poterla eseguire, purché non si manchi da parte vostra.
  17. Fate, muovetevi, credete, sforzatevi, sperate, gridate a lui col vostro cuore,
  18. e senza dubbio vedrete cose mirabili, dirigendo tutto a lode e gloria della sua maestà e al bene delle anime.
  19. E fra le altre cose che dovete fare, con la grazia di Dio,
  20. vi prego tutte, anzi vi supplico, per amore della passione di Gesù Cristo e per amore della Madonna, che vi sforziate di metter in atto questi pochi ricordi,
  21. che adesso vi lascio da eseguire dopo la mia morte: saranno per voi un richiamo almeno di una parte del mio volere e del mio desiderio.
  22. E qui conoscerò se avrete piacere di farmi cosa gradita.
  23. Perché sappiate che, adesso, sono più viva di quanto non lo fossi quand’ero in vita,
  24. e più vedo e più mi sono care e gradite le cose buone che di continuo vi vedo fare,
  25. e adesso più voglio e posso aiutarvi e farvi del bene in ogni modo.
Primo Ricordo
  1. In primo luogo dunque, figlie e sorelle mie nel sangue di Gesù Cristo carissime,
  2. vi ricordo di sforzarvi, con l’aiuto di Dio, di prendere e piantare in voi questo buon concetto ed umile sentimento: che non vi crediate degne di essere superiore e colonnelle.
  3. Anzi, ritenetevi come ministre e serve, considerando che avete più bisogno voi di servirle di quanto non abbiano bisogno loro di essere servite o governate da voi,
  4. e che Dio ben potrebbe provvedere a loro con altri mezzi anche migliori di voi.
  5. Ma, nella sua misericordia, ha voluto adoperare voi come suoi strumenti per un migliore vostro bene, così da poter voi meritare di più dalla sua infinita bontà e da avere lui motivo di ricompensarvi.
  6. Imparate dal Signore nostro il quale, mentre era in questo mondo, vi fu come servo, obbedendo al Padre eterno fino alla morte.
  7. E per questo egli dice: “Ego fui in vobis non tamquam qui recumbit, sed ut qui ministrat”; cioè: io sono stato tra voi non come colui che viene servito, ma come colui che serve.
  8. E San Gregorio, benché fosse papa, tuttavia si diceva servo dei servi di Dio.
  9. Così esercitava l’ufficio di superiore e di papa, ma in cuor suo si reputava minore degli altri e servo dei servi di Dio, memore di quel detto evangelico: “Qui maior est inter vos, fiat sicut minor”.
  10. Allo stesso modo anche voi siate superiore riconoscendovi e stimandovi minori di loro.
  11. Perché se voi farete così, Dio stesso poi vi esalterà, tanto quanto voi vi sarete abbassate.
  12. Infatti, non inutilmente né senza motivo il cuore di un vero e prudente servo di Dio si umilia ed annienta interiormente la considerazione di sé e il gusto della propria reputazione,
  13. perché spera e si aspetta da Dio ben altro gusto e più vera gloria ed onore,
  14. dal momento che crede fermamente quanto dice il Vangelo: “Quia se humiliat, exaltabitur”; cioè: chi si abbassa sarà innalzato.
Secondo Ricordo
  1. Siate affabili ed umane con le vostre figlioline.
  2. E sforzatevi di operare solamente mosse dal solo amore di Dio e dal solo zelo per le anime allorché le ammonirete e le consiglierete, o le esorterete a qualche bene e le distoglierete da qualche male.
  3. Infatti otterrete di più con l’affettuosità e l’affabilità che non con la durezza e gli aspri rimproveri;
  4. questi si devono riservare solamente a casi di necessità
  5. e, ancora, a luogo e tempo, e secondo le persone.
  6. Ma la carità, la quale dirige ogni cosa a onor di Dio e al bene delle anime, ben insegna tale discrezione,
  7. e muove il cuore ad essere a luogo e tempo ora affabili e ora aspre, e poco o molto secondo il bisogno.
  8. Se vedrete una pusillanime e timida, e inclinata alla disperazione, confortatela, fatele animo, promettetele del bene dalla misericordia di Dio, allargatele il cuore con ogni consolazione.
  9. Di contro, se vedrete qualcun’altra presuntuosa, e larga di coscienza, e poco timorata, a quella mettete timore,
  10. e ricordatele il rigore della giustizia di Dio,
  11. e quanto il peccato sia sottile, e come ci si trovi in mezzo alle insidie, e come si abbia sempre motivo di star in timore, come dice la Scrittura: “Beatus qui semper est pavidus”; cioè: beato colui che sta sempre in paura.
Terzo ricordo
  1. Tenetevi sottomesse alle madri principali che io lascio al mio posto,come è giusto.
  2. E ciò che fate, fatelo obbedendo a loro e non seguendo il vostro giudizio.
  3. Perché, obbedendo a loro, obbedirete a me; obbedendo a me, obbedirete a Gesù Cristo,
  4. il quale, nella sua immensa bontà, mi ha eletta ad essere madre, e viva e morta, di così nobile Compagnia, benché dal canto mio ne fossi indegnissima;
  5. e, avendomi eletta, mi ha dato anche la grazia di poterla governare secondo la sua volontà.
  6. Però, se vi capitasse di avere qualche giusto motivo di contraddirle o riprenderle, fatelo con tatto e con rispetto.
  7. E se non vorranno acconsentire, portate pazienza.
  8. E sappiate che è cosa giusta amar le madri se sono buone, e sopportarle se sono strane.
  9. E guardatevi assolutamente dal lamentarvi, dal mormorare o dal dir male di loro; né con gli estranei, né con le vostre figliole.
  10. Ma dappertutto conservate onore e rispetto alle vostre madri, considerando che, se Dio comanda che si debbano onorare il padre e la madre carnali, tanto più si devono apprezzare le madri spirituali.
  11. Pertanto, fate in modo che godano sempre di stima e di rispetto, specialmente presso le vostre figlioline.
  12. E pensate che, se sono buone, non le meritate, e se sono cattive, ne meritereste ancor di peggiori.
  13. Ad ogni modo, se avrete in cuore qualcosa che vi dispiaccia in loro, a ragione e senza scrupolo ne potrete parlare in segreto con qualche persona buona e fedele sotto ogni aspetto.
  14. Sappiate tuttavia che, se verrete a conoscere chiaramente che sono in pericolo la salvezza e l’onestà delle figliole, non dovrete per niente consentire, né sopportare, né aver riguardo alcuno,
  15. tutto, però, sempre con buon discernimento e con maturità di giudizio.
Quarto ricordo
  1. Sarete sollecite e vigilanti per conoscere, e capire il comportamento delle vostre figliole, e rendervi conto dei loro bisogni spirituali e temporali.
  2. E così, provvedete voi meglio che sia possibile, se lo potete, perché dovete dare alle matrone meno fastidio e meno impaccio possibile.
  3. Ma se non potrete provvedere voi, ricorrete alle madri principali, e prontamente, e senza riguardo alcuno, esponete loro i bisogni delle vostre pecorelle.
  4. E se le vedrete lente a provvedere, siate insistenti;
  5. e in tal caso per parte mia siate anche importune e fastidiose.
  6. Perché, se mai per causa e negligenza vostra qualcuna si perdesse, Dio ve ne domanderebbe stretto conto il giorno del giudizio.
  7. Dovete, infatti, sapere questo, e tenerlo per certo, che lui non mancherà mai di provvedere alle loro necessità sia materiali che spirituali, purché non si manchi da parte vostra.
  8. Perché se Dio ha piantato questa Compagnia, mai non l’abbandonerà;
  9. dice, infatti, la Scrittura: “Numquam vidi iustum derelictum, nec semen eius quaerens panem”; cioè: mai ho visto che il giusto sia stato abbandonato, né che la sua discendenza sia andata mendicando.
Quinto Ricordo
  1. Vogliate spesso (secondo che avrete tempo e possibilità) specialmente nei giorni di festa, andare a trovare le vostre care figlie e sorelle;
  2. e salutarle, vedere come stanno, confortarle, animarle a perseverare nella vita intrapresa;
  3. invitarle a desiderare le allegrezze e i beni celesti, a bramare quelle feste allegre e nuove del cielo, quei trionfi beati ed eterni.
  4. E lasciare ormai totalmente l’amore di questo mondo miserabile e traditore, nel quale non vi è mai né riposo né alcuna vera soddisfazione,
  5. ma solamente vi sono o sogni vani, o aspri travagli, e ogni cosa infelice e meschina.
  6. Raccomandate loro che, nelle case, si comportino bene, con buon criterio, con prudenza e modestia;
  7. siano riservate e sobrie in ogni cosa.
  8. Mangino e bevano non per il gusto né per saziare l’appetito, ma solamente per il bisogno di sostenere la natura così da poter meglio servire Dio.
  9. Siano sobrie anche nel dormire, dormendo solamente quanto richiede la necessità;
  10. anche nel ridere siano garbate e sobrie.
  11. Nell’ascoltare, non si dilettino di udire se non cose oneste, lecite e necessarie.
  12. Nel parlare, tutte le loro parole siano sagge e misurate; non aspre, non crude, ma umane e inducenti a concordia e carità.
  13. Dite loro che, in qualunque luogo si trovino, diano buon esempio.
  14. E che siano per tutti un profumo di virtù.
  15. E siano obbedienti e soggette ai loro superiori.
  16. E cerchino di mettere pace e concordia dove si troveranno.
  17. Soprattutto siano umili ed affabili.
  18. E tutto il loro comportamento, le loro azioni e le loro parole siano secondo carità, e sopportino ogni cosa con pazienza; specialmente con queste due virtù si rompe la testa al diavolo.
  19. E quando le visiterete, io vi do l’incarico di salutarle e stringere loro la mano anche da parte mia.
  20. E direte loro che vogliano essere unite e concordi tutte insieme, essendo tutte di un volere, tenendosi sotto l’obbedienza della Regola, perché sta tutto qui.
  21. Facciano onore e Gesù Cristo, al quale hanno promesso la loro verginità e se stesse.
  22. Mettano la loro speranza e il loro amore nel solo Iddio, e non in persona vivente.
  23. Confortatele, animatele, perché stiano di buona voglia.
  24. E darete loro questa buona notizia che io annuncio loro da parte di Gesù Cristo e della Madonna:
  25. quanto hanno da rallegrarsi e far festa perché in cielo a tutte, una per una, è preparata una nuova corona di gloria e d’allegrezza,
  26. purché stiano ferme e salde nel loro proposito,
  27. e si sforzino di osservare la Regola.
  28. E su questo non abbiano alcun dubbio.
  29. Anche se, alle volte, avranno qualche tribulazione o affanno, tuttavia passeranno presto e si volgeranno in allegrezza e gaudio.
  30. E poi, il patire di questo mondo è un niente di fronte a quei beni che ci sono in paradiso.
  31. Inoltre tengano per certissimo questo: che mai saranno abbandonate nelle loro necessità. Dio provvederà mirabilmente.
  32. Non si perdano di speranza.
  33. Quanti signori, regine e altre persone importanti vi sono che, per quante ricchezze e per quanto potere abbiano, non potranno trovare un vero conforto in qualche loro estremo bisogno!
  34. E invece loro, pur povere, troveranno consolazione e ristoro.
  35. Direte loro ancora che adesso sono più viva di quando mi vedevano materialmente,
  36. e che adesso più le vedo e le conosco,
  37. e più le posso e le voglio aiutare,
  38. e che sono continuamente fra loro con l’Amatore mio, anzi nostro e comune di tutte,
  39. purché credano e non si perdano d’animo e di speranza.
  40. Così voi abbondate nelle promesse, che non mancheranno i fatti, specialmente a quelle che vedrete sconsolate, dubbiose e timide.
  41. Dite loro che desiderino vedermi non in terra, ma in cielo, dove è il nostro amore.
  42. Mettano lassù le loro speranze, e non sulla terra.
  43. Abbiano Gesù Cristo come unico loro tesoro, perché così avranno in lui anche il loro amore.
  44. E si deve cercarlo non qui in questo mondo, ma su nell’alto dei cieli, alla destra del Padre, come dice l’Apostolo: “Si consurrexistis cum Christo quae sursum sunt quaerite, quae sursum sunt sapite, et non quae super terram”.
Sesto Ricordo
  1. Voi vivete e comportatevi in modo che le vostre figlioline possano specchiarsi in voi.
  2. E quel che volete che loro facciano, fatelo voi per prime.
  3. In qual modo potrete voi riprenderle o ammonirle di qualche errore, se questo si trova ancora in voi?
  4. Ovvero richiamarle e indurle a qualche virtù, se non l’avete voi per prime?
  5. o se almeno non incominciate a praticarla insieme a loro?
  6. Allora, fate in modo che, ancora per il vostro esempio, si muovano e si incoraggino al vivere virtuoso.
  7. E vogliatevi conformare con loro in ogni atto di onestà e virtù a voi conveniente e possibile, specialmente nel comportamento, nel frequentare la confessione e la comunione, e in altre simili opere.
  8. Perché è cosa giusta e conveniente che le madri siano di esempio e di specchio alle figliole, specialmente nell’onestà e nel comportamento, e in altre azioni ordinarie e fuori dell’ordinario.
Settimo Ricordo
  1. Sappiate che avete da difendere e salvaguardare le vostre pecorelle dia lupi e dai ladri, cioè da due sorta di persone pestifere: dagli inganni della gente mondana o falsi religiosi, e dagli eretici.
  2. Anzitutto, dunque, per quanto si riferisce al modo di comportarsi nel mondo, mettetele in guardia specialmente dal prendere dimestichezza con giovani ed altri uomini ancora, quand’anche fossero spirituali,
  3. perché la troppa dimestichezza spirituale con uomini, quasi sempre si volta in familiarità carnale.
  4. Non le lasciate praticare, per quanto potete, neppure con donne oziose e alle quali dispiaccia vivere castamente,
  5. e che volentieri trovano gusto nel sentir parlare di vanità e di piaceri mondani.
  6. State in guardia affinché qualche confessore o altro religioso non le distolga da qualche loro buon sentimento,
  7. o dal digiunare,
  8. o dal fermo proposito della verginità,
  9. o dall’apprezzare questa santa Regola ordinata da Dio,
  10. o da altre simili cose buone.
  11. Perché molti, sotto specie di buon consiglio, sogliono smuovere la mente di molte poverette da qualche loro buon sentimento e proponimento.
  12. Ora, quanto al preservarle dalle pestifere opinioni degli eretici, quando sentirete che qualche predicatore o altra persona ha fama di eresia,
  13. o predica cose nuove oltre l’usanza comune della Chiesa,
  14. e contro quello che avete avuto da noi,
  15. allora, con bella maniera, tenete lontane le vostre figlioline dall’ascoltare simili persone.
  16. Perché accade spesso che si piantino nella mente certe cattive sementi che poi a stento si possono sradicare.
  17. Sicché anche voi non abbiate dimestichezza con loro.
  18. Lasciateli nel loro stato.
  19. Tenete ognuno per buono,
  20. ma siate prudenti per il bene vostro.
  21. Perché è meglio seguire senza pericolo il certo, piuttosto che l’incerto con pericolo.
  22. Tenete l’antica strada e usanza della Chiesa, ordinate e confermate da tanti Santi per ispirazione dello Spirito Santo. E fate vita nuova.
  23. Quanto alle altre opinioni che adesso sorgono e sorgeranno, lasciatele andare come cose che non vi riguardano.
  24. Ma pregate e fate pregare, perché Dio non abbandoni al sua Chiesa, ma la voglia riformare come a lui piace,
  25. e come vede essere meglio per noi,
  26. e più ad onore e gloria sua.
  27. In questi tempi pericolosi e pestiferi, infatti, non troverete altro ricorso che rifugiarvi ai piedi di Gesù Cristo,
  28. perché se è lui che vi governerà e vi insegnerà, sarete istruite, come dice ancora il Profeta: “Beatus quem tu erudieris, Domine”; cioè: beato è colui che tu, Signore, avrai istruito.
  29. Allora umiliatevi sotto la sua mano potente gridando col profeta: “Illumina oculos meos ne unquam obdormiam in morte”, e sarete illuminate.
Ottavo Ricordo
  1. Amate le vostre figlioline ugualmente, e non vogliate parteggiare più per l’una che per l’altra,
  2. perché tutte sono creature di Dio, e voi non sapete che cosa lui voglia fare di loro.
  3. Infatti, come potete sapere voi se quelle che vi sembrano più da poco e di minor conto non siano per diventare le più generose e le più gradite alla sua maestà?
  4. E poi, chi può giudicare il cuore e i pensieri nascosti nell’intimo della creatura?
  5. Allora accettatele con amore e sopportatele tutte egualmente, perché non sta a voi giudicare le ancelle di Dio: il quale sa bene che cosa ne vuol fare;
  6. lui che (come dice la Scrittura) dalle pietre può cavare dei figlioli celesti.
  7. Voi fate nondimeno la vostra parte correggendole con amore e carità se le vedrete cadere in qualche errore per qualche fragilità umana,
  8. così non cesserete di potare questa vite che vi è affidata.
  9. E poi lasciate fare a Dio, il quale farà cose mirabili a suo tempo e quando gli piacerà.
Ultimo Ricordo [nono]
  1. L’ultima raccomandazione mia che vi faccio, e con la quale fin col sangue vi prego, è che siate concordi, unite insieme tutte d’un cuore e d’un volere.
  2. Siate legate l’una all’altra col legame della carità, apprezzandovi, aiutandovi, sopportandovi in Gesù Cristo.
  3. Perché, se vi sforzerete di essere così, senza dubbio il Signore Dio sarà in mezzo a voi,
  4. avrete in vostro favore la Madonna,
  5. gli Apostoli,
  6. tutti i Santi e le Sante,
  7. gli Angeli,
  8. insomma tutto il cielo e tutto l’universo.
  9. Perché Dio ha predisposto ab aeterno così: che coloro che sono concordi nel bene per suo onore, abbiano ogni prosperità, e ciò che fanno vada a buon fine avendo essi in loro favore Dio stesso e ogni sua creatura.
  10. Considerate dunque quanto è importante tale unione e concordia.
  11. Allora desideratela,
  12. cercatela,
  13. abbracciatela,
  14. conservatela con tutte le vostre forze.
  15. E io vi dico che, stando voi tutte così insieme unite di cuore, sarete come una fortissima rocca o torre inespugnabile
  16. contro tutte le avversità,
  17. e persecuzioni,
  18. e inganni diabolici.
  19. E ancora vi do la certezza che ogni grazia che domanderete a Dio vi sarà concessa infallibilmente.
  20. E io sempre sarò in mezzo a voi, aiutando le vostre preghiere.
  21. Animatele, dunque, a compiere coraggiosamente l’impresa incominciata.
  22. E nello stesso tempo rallegratevi perché senza dubbio quel che vi dico avverrà.
  23. Oltre alla grandissima ed inapprezzabile grazia che l’Amatore mio, anzi nostro, vi darà al punto estremo della morte;
  24. perché è nei grandi bisogni che si riconosce la vera amicizia.
  25. E ritenete per certo che allora specialmente conoscerete che io vi sono fedele amica.
  26. Ora vi lascio; state contente, e abbiate viva fede e speranza.
  27. Ma prima voglio che siate benedette, “in nomine Patris, et Filii, et Spiritus Sancti. Amen”.

LEGADOS DE ANGELA MERICI.- ESCRITOS DE ANGELA MERICI

PRIMER LEGADO
En primer lugar, por lo tanto, las madres cordiales y mis hermanas en Jesucristo,
esforzado con la ayuda de Dios para adquirir y conservar que tal concepto y sentirse bien,
para ser trasladado a este cuidado y el gobierno únicamente por el amor de Dios sólo y únicamente por el celo por la salvación de las almas.
De hecho, todas sus obras y sus acciones de gobierno, si están bien arraigadas en esta doble caridad, sólo pueden producir frutos buenos y saludables.
Porque, como nuestro Salvador, "bona cenador non potest facere malos fructus". El árbol bueno, dice, que es el corazón y el alma inspirada por la caridad, si no pueden hacer obras buenas y santas.
Así también dijo San Agustín, "Love et fac quod vis", es decir: tener el amor y la caridad, y luego hace 'lo que quieras,
como diciendo claramente: la caridad no puede pecar.
SEGUNDO LEGADO
En segundo lugar, le ruego que quiere tomar en cuenta y se han labrado en mi mente y corazón todas sus hijas, una a una,
no sólo sus nombres,
sino también su condición y su naturaleza, su situación cada y todo su ser.
¿Qué habrá difícil si el abrazo con gran caridad.
De hecho, vemos madres en la carne que, si tenían un millar de hijos e hijas, estarían todos en el corazón, totalmente fijo, uno por uno,
porque el verdadero amor lo hace.
De hecho, parece que cuanto más hijos tengas, más crecimiento en el amor y el cuidado por los demás.
Incluso más madres en el espíritu pueden y deben portarse bien,
porque el amor es espiritual sin comparación mucho más poderoso amor por la naturaleza.
Entonces, mis madres cordiales, si se van a amar a nuestro figlioline con eviscerado viva y caridad,
será imposible, que no ha todo particularmente pintado en su memoria y en su corazón.
TERCER LEGADO
Tercero: que oren, oren, por favor haga un esfuerzo para atraer a ellos con amor y con una mano suave y dulce
y no imperiosamente, ni con dureza,
pero todos quieren ser afable.
Mira a Jesucristo que dijo: "me Discite quia mitis sum et humilis corde"; Aprended de mí, dice, son el corazón afable y apacible.
Y Dios dice: "Disponit suaviter omnia", es decir: él órdenes y gobierna todas las cosas con dulzura
Y sin embargo, Jesucristo dice: "jugum meum suave et onus meum palancas"; es decir: mi yugo y mis siervos son ligeros y dulces
Así que usted también tiene que esforzarse para hacer y usar cada posible placer.
Y, sobre todo, ten cuidado con querer hacerlo a la fuerza
porque Dios ha dado libre albedrío para todos,
y no obligar a nadie,
pero sólo muestra, invita y alienta
como lo hace también la desembocadura del San Juan, diciendo: "Emere tibi Suadeo coronam immarcescibilem"; es decir: Yo te aconsejo que comprar la corona que no se pudra. Te aconsejo, dice, y no: lo haré esfuerzo.
Yo no digo, sin embargo, que a veces hay que usar un poco de vergüenza y cierta amargura,
en el lugar y el tiempo, dependiendo de la importancia, la condición y necesidades del pueblo
pero debemos actuar sólo movido por la caridad y celo por las almas sólo.
CUARTO LEGADO
Cuarto: debe estar lleno de deseo y afán de poner todo el esfuerzo y el cuidado en asegurar que su hija se adornan con todas las virtudes
y cada forma real y hermosa
para que pueda disfrutar tanto como sea posible a Jesucristo su Esposo.
Y hay que ser especialmente solícito y atento a conservar intacto y castas,
y en su cada acción y el gesto se comportan con honestidad y prudencia,
y hacer todo con paciencia y caridad.
Si, de hecho, vemos las madres terrenales ponen tanto cuidado y esfuerzo con la organización, nell'adornare de muchas maneras diferentes y en el embellecimiento de sus hijas, ya que pueden complacer a su cónyuge de la tierra,
y como éstas son importantes y noble cuanto más se esfuerzan con toda diligencia para agradar
cada vez más, especialmente en lo que entienden a su más querido,
y que tienen y ponen todo su placer en ser madres de hijas que tanto gusta a casarse tan amable
porque espero tener ellos también, y modelado por medio de sus hijas, el amor y la gracia de su hijo
¿cuánto más hay que hacerlo con respecto a estos tus hijas celestiales!
Que no son las novias se casó tierra y corruptible, y, finalmente, maloliente,
pero dell'immortal Hijo del Dios eterno
¡Oh, qué nueva belleza y la dignidad que tienen los gobernadores y las madres de las novias del Rey de reyes y Señor de señores
y, en cierto modo, se convierten en madres-en-el Hijo de Dios,
y así, por medio de las hijas, comprar la gracia y el amor del Altísimo.
Muy feliz de que si usted está listo para reconocer y notó que su nueva y única empresa.
QUINTO LEGADO
Quinto: ser sabio, cuando se le aconseja y le advierte de buen corazón tres, o cuatro veces más, algunos un gran error pocos,
y verá que no va a obedecer,
luego dejarlo en su estado
y envía más ni Colonnelle u otros visitantes,
especialmente porque puede suceder que los pobres, y por lo tanto están abandonados y accomiatata, luego se traslada a compunción,
y la mayoría quiere permanecer en la empresa
y perseverar en ella
Además, incluso Dios puso a Adán del paraíso, así, mejores ravvedendosi, tuvieron que hacer penitencia
Por lo tanto, si se quiere volver, encontrándose descontentos de su falta, debe recibir;
En esta condición que pedir perdón a todos ustedes, y también a su colonnella
Y por la penitencia que se impone a ayunar un viernes a pan y agua.
SEXTO LEGADO
En sexto lugar, que tendrás cuidado cuando vea que va a hacer un gran esfuerzo para decidir dejar de ciertas formas o otra frascherie similares, que sí son de poca importancia,
de no ser demasiado buena opinión que persevera en la Regla,
porque, si no quieres hacer lo que es menos, peor va a hacer lo que es más.
Pero aquí hay que tener cuidado, ya que puede ocurrir que una persona tiene su mayor apego a una cosa pequeña, por lo que ganó este punto, no ser demasiado duro para ganar a cualquier otra.
SÉPTIMO LEGADO
En séptimo lugar, dos, o por lo menos una vez al mes, asegúrese de que se reúnen todos con la superiora,
y así ponerse de acuerdo,
y hacer un buen examen sobre el gobierno
Y sobre todo en lo que respecta a lo que te refieres Colonnelle sobre el comportamiento de su HIJAS
y sus necesidades y las necesidades espirituales de ambos,
que los materiales;
y proveer a todo, según la cual el Espíritu Santo le inspire.
OCTAVO LEGADO
En octavo lugar, usted debe tener cuidado de reunir a veces su HIJAS en el lugar que usted parece mejor y más cómodo,
y así (en el que va a tener alguna persona que es por cierto) para conseguir que dicen algunos breve sermón y alguna exhortación,
también porque, en su conjunto, puede ser visto como queridas hermanas
y así, disputar espiritualmente, pueden regocijarse,
y consolarse juntos,
que van a ser de ningún beneficio pequeño.
NOVENO LEGADO
En noveno lugar, usted debe saber que, si se tratara de algo conveniente y útil que esta empresa tenía ninguna entrada, Dios no habría comenzado provvedergliela.
Pero te advierto: tener cuidado aquí,
y ser madres buenas y verdaderas,
y que ha introducido, dispensatela para bien y aumento de la Compañía, de acuerdo a la discreción y el amor maternal dictar.
Aquí no voy a aconsejar estás fuera;
No solo entre usted,
de acuerdo con la caridad y el Espíritu Santo ilumine y dictar,
dirigir todo para beneficio bueno y espiritual de su Hijas,
Es para incitar y mover a los que ya están allí para un mayor amor y el compromiso de hacer bien
como para atraer incluso el otro.
Esto, de hecho, es el verdadero fin, agradable a Dios, dar limosna y de la utilización de la cortesía: que al hacer esto se quita la criatura del mal y el vicio,
y se induce a las buenas y las buenas costumbres,
o al menos a un mayor beneficio espiritual.
¿Por qué, de una forma de la vela, por lo que casi comprado y obliga a la gente y tratar de hacer lo que quiera.
De hecho, si (por ejemplo) un joven recibe y acepta cualquier regalo o el regalo de un desconocido en el mundo, está obligado a complacer a su de su voluntad,
y parece que no puede ser capaz de decir nada más;
así, no más, no menos, con regalos y limosnas van a atraer y, de cierta manera las personas se esfuerzan por hacerlo bien, y así están casi obligados a hacerlo bien.
Siga por esta carretera, no se puede ir mal
DÉCIMO LEGADO
Décimo: Te ruego con todo mi corazón que usted le gustaría ser cuántos vigilantissime pronta y diligente pastoras a este rebaño celestial
poner en sus manos,
porque entre ellos no nace un poco de maleza de discordia o de otro escándalo,
y sobre todo porque en estos tiempos no es la mancha perniciosa de alguna opinión envenenado y herética.
Y consideran que el diablo nunca duerme, pero en muchos aspectos busca nuestra destrucción.
Así que ten cuidado,
y sobre todo tener cuidado de que están unidos y unánimes en su deseo, como se lee de los apóstoles y otros cristianos de la Iglesia primitiva: "Erat autem eorum cor unum"; es decir: eran todos de un mismo corazón.
También obligas a ser tan con todo tu hijas,
porque cuanto más se le unidos, más Jesucristo estará en medio de ti como un padre y un buen pastor.
O de lo contrario habrá una señal de que está en la gracia del Señor que se aman y se juntó,
porque Él dice: "In hoc quod mundus cognoscet Eritis mei Discipuli, que diligeretis invicem"; es decir: reconocer que el mundo que usted es el mío, si usted tiene el amor juntos.
Ese es el amor y llevarse bien juntos es un signo seguro de que usted camina por el camino bueno y agradable a Dios.
Por lo tanto, mis hermanas y madres, estar atentos en este punto, porque el diablo aquí especialmente tiende emboscadas bajo la apariencia del bien.
Por lo tanto, si usted se encuentra ni la sombra de esa plaga, remediar inmediatamente segundos para que Dios ilumine.
Y no dejes que nada crezca a una semilla como en el de la empresa,
Por otra parte, ¿por qué una plaga de mal ejemplo para la ciudad y otros lugares.
De hecho, donde hay una diversidad de voluntad, es inevitable que no habrá contienda;
donde haya discordia, no hay duda de la ruina, como el Salvador dijo: "sí Omne regnum impsum divisum desolabitur"; es decir: todo gobierno dividido contra sí mismo es asolado.
ÚLTIMA LEGADO [XI]
Por último, tenga cuidado de que las grandes directrices de buenas dan, sobre todo los de la Regla, se observa la mayor diligencia
Y si, de acuerdo con los tiempos y la necesidad surge para hacer nuevas reglas o hacer algo diferente, hacerlo con prudencia y buen juicio,
y su director es siempre el recurso a los pies de Jesucristo,
y allí, todos, con todas sus hijas, de fervientes oraciones.
¿Por qué tan indudablemente Jesucristo estará en medio de ti, y que ilumine y le indicará como verdadero y buen amo de lo que hacéis.
Mantenga esta certeza: que esto se ha plantado directamente por su santa mano,
y él nunca abandonará esta empresa, siempre y cuando el mundo dure.
De hecho, si él ha plantado principalmente, que nunca podría erradicar?
Creer,
no lo dude,
tener fe firme que así será.
Yo sé lo que digo.
Bienaventurados los que realmente hacen cuidar.
Si haces estas cosas fielmente y otros similares, se dictará cómo el Espíritu Santo de acuerdo a los tiempos y circunstancias, se regocijan, tened buen ánimo.
Aquí hay una gran recompensa será preparado para usted.
Entonces, ¿dónde van las hijas también son madres.
Eran felices, sin duda; en el cielo nos gustaría verte en medio de nosotros,
porque será entonces también nuestra Amateur común.
¿Y quién podría resistirse a él?
Él, cuya luz y alegre esplendor de la verdad que envuelve la muerte,
y que le libere de las manos del enemigo.
Así que perseverar con fidelidad y alegría en el trabajo que ha comenzado.
Y ten cuidado, ten cuidado por ejemplo, al perder el fervor,
porque todas las promesas que hago se mantendrá una medición completa.
Ahora me voy,
y que, mientras tanto, hacer lo que tienes que hacer.
Pero primero te abrazo, y todo lo que doy el beso de la paz,
suplicando a Dios que los bendiga "in nomine Patris, et Filii, et Spiritus Sancti. Amén ".


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Ángela de Mérici

Ángela de Mérici
O.S.U.
Saint Angela Merici.jpg
Virgen y Fundadora
Nacimiento21 de marzo 1474
Desenzano del Garda
Fallecimiento27 de enero de 1540
(65 años)
Brescia
Venerada enIglesia Católica
Beatificación30 de abril de 1768
por el papa Clemente XIII
Canonización27 de mayo de 1807
por el papa Pío VII
Festividad
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Ángela de Mérici (Desenzano del Garda21 de marzo de 1474 - Brescia27 de enerode 1540) fue una religiosa italiana, fundadora de las Ursulinas, la primera congregación religiosa femenina enteramente entregada a la educación de las niñas y jóvenes. Es venerada por la Iglesia católica como santa.

Biografía[editar]

Ángela creció en su casa. Sus padres tenían una granja donde vivían modestamente como agricultores. Por las noches, su padre, Giovanni Mérici, le pegaba fuertemente mientras dormía, lo que marcó fuertemente a la pequeña Ángela.
En pocos años perdió a sus padres y a una de sus hermanas. En ese momento sus tíos, la familia Biancosi, la acogieron en su casa a ella y a uno de sus hermanos. Para Ángela es un cambio de vida, ya que se trataba de una familia burguesa.
Sus tíos deseaban casarla pronto, pero Ángela ya tenía clara su vocación religiosa, y prefería pasar su tiempo en oración con una vida simple, más que disfrutar de una vida más mundana. De este modo, regresó por un tiempo a la granja familiar.
Se cuenta que cierto día, tuvo la visión de una escalera que subía hacia el cielo, con jóvenes muchachas que subían y bajaban por ella. Dios le reveló que un día ella fundaría una nueva familia religiosa que atraería a las mujeres a fin de cumplir una misión en la Iglesia.
Deseando consagrarse a la vida religiosa, pidió entrar a la Tercera Orden de San Francisco de Asís.
En 1516, sus superiores franciscanos la envían a Brescia con una misión: la señoraCatarina Patengola había perdido a su esposo e hijos en la guerra y se encontraba inconsolable. Ángela permancece por dos años en casa de Catarina ayudándola a salir de su abatimiento; cuando termina ese tiempo decide quedarse en Brescia, por lo que acepta la hospitalidad de un cierto Antonio Romano, viviendo allí por 14 años.
En 1524, parte a Jerusalén con varios peregrinos. Durante la travesía, sufre de una momentánea ceguera y en Tierra Santa debe ser guiada. En el regreso, Ángela sana repentinamente.
En 1525, parte a Roma "para venerar las santas reliquias" y en una audiencia con el papa Clemente VII, éste le pide ayuda en Roma, pero ella se disculpa: "Es en Brescia donde Dios me quiere". Clemente VII la deja partir.
Pero pasa el tiempo y Ángela cree que debe cumplir una misión: fundar una compañía de vírgenes que quieran consagrarse al Señor, sin retirarse del lugar donde vivan. Allí donde estén, vivirán una vida de oración y permanecerán atentas a las necesidades del prójimo. Ángela no dio ninguna consigna de apostolado particular a sus hijas en sus escritos.
Ángela, que sentía una gran devoción por Santa Úrsula, mártir del siglo IV muy popular en esa época, la convertirá en patrona de su obra y fundación. El 25 de noviembre de 1535, las 28 primeras jóvenes se entregan al Señor sin pronunciar votos, solamente escribiendo sus nombres en un registro: es el día de la fundación de la Compañía de Santa Úrsula.
La transformación de la Compañía en Orden religiosa después del Concilio de Trento (1545-1563), obligó a las Hijas de Santa Ángela a entrar en un claustro, y se transformarán en educadoras. Herederas de Santa Ángela, las Ursulinas se han dedicado a la tarea educativa de la juventud a través de los siglos.
Ángela falleció el 27 de enero de 1540. Fue canonizada el 27 de mayo de 1807 por el papa Pío VII.

Enlaces externos[editar]

ANGELA MERICI. - www.corazones.org

Santa Angela de Merici, OSU 
También conocida como Sta. Angels de Brescia
Fundadora de las Ursulinas, dedicadas a la enseñanza.
Fiesta: 27 de Enero (memoria opcional). Antes: 31de Mayo.
Nació en Desenzano, cerca de Brescia, norte de Italia, el 21 de Marzo de 1470 o 1474; murió en Brescia, el 27de enero de 1540; canonizada en 1807;

"Si alguna persona, por su estado de vida, no puede vivir sin riquezas y posición, que al menos mantenga su corazón vacío del amor a estas"  --Sta, Angela Merici.
Como a menudo ocurre, Angela creció gracias a muchas dificultades. Huérfana a los 10 años, Angela, su hermana y hermano fueron criados por un tío rico, Biancozi, at Salo. En su primera experiencia de éxtasis, se le apareció la Virgen Santísima con su hermana mayor quien había muerto de repente sin los sacramentos. Ella había estado preocupada por la salvación de esta hermana.
Angela se hizo terciaria franciscana a la edad de 13 años y vivió en gran austeridad, a veces comiendo solo pan y vegetales. Desde entonces no quiso poseer nada, ni siquiera una cama (porque el Hijo del Hombre no tenía donde recostar su cabeza)

Al morir su tío, Angela con 20 años, vuelve a su pueblo natal y da catecismo a los pobres. Pequeña en estatura, pero muy grande en amor y entusiasmo por servir a Dios, Angela compartió con sus amigas su gran preocupación por la ignorancia religiosa de tantos niños. Pronto, con un grupo de terciarias organizó la formación de jovencitas. Una familia adinerada le invitó a abrir una escuela en Brescia.

Angela tenía el don de recordar todo lo que leía. Hablaba bien en latín y conocía el significado de algunos de los pasajes mas difíciles de la Biblia. En Brescia conoció a las familias mas influyentes y comenzó un grupo de personas devotas.

En un viaje a la Tierra Santa, de repente perdió la vista en Creta. Continuó con devoción el viaje y en el regreso recuperó la vista en el mismo lugar que la había perdido.

En su visita a Roma para el año santo 1525, el Papa Clemente VII le pidió que se hiciese cargo de un grupo de hermanas enfermeras en Roma, pero ella le dijo de una visión que ella había tenido años antes de doncellas ascendiendo al cielo en una escalera de luz. Esta visión la inspiró a formar un noviciado informal. En la visión, las santas vírgenes era acompañadas en la escalera por ángeles gloriosos que tocaban dulces melodías con arpas doradas. Todas llevaban preciosas coronas decoradas con piedras preciosas. Después de un tiempo, la música paró y el Salvador en persona la llamó por su nombre para crear una sociedad de mujeres. El Santo Padre le dio permiso para formar la comunidad.

Poco tiempo después, se le apareció Santa Ursula, quien desde entonces fue la patrona de la comunidad. Un día Angela cayó en éxtasis y se dice que levitó.

Poco después de su retorno a Brescia, tuvo que retirarse a Cremona por la guerra. Carlos V estaba a punto de hacerse con Brescia y los civiles debían abandonar la ciudad. Angela mas tarde regresó para el gran gozo de la población que ya la tenía por santa y profeta.
En la Iglesia de San Afra en Brescia, el 25 de Noviembre de 1535, Angela y 28 compañeras mas jóvenes se unieron ante Dios para dedicarse el resto de sus vidas a su servicio, especialmente para la educación de niñas. Angela puso al grupo bajo la protección de Santa Ursula, patrona de las universidades medievales y veneradas como lider de mujeres. Este fue el comienzo de la Compañía de las Ursulinas, la primera orden de mujeres dedicada a la enseñanza. Esto era una idea novedosa que tomó tiempo en ser aceptada. Sta. Angela no lo vio ya que murió cuatro años después de fundar.

La orden no usaba hábito (solo un sencillo vestido negro), no hacía votos, no tenía vida de clausura, ni votos ni vida comunitaria. SuTRABAJO era la educación religiosa de niñas, especialmente las pobres, y el cuidado de los enfermos. Las Ursulinas fueron reconocidas formalmente por el Papa Pablo III cuatro años después de la muerte de Sta. Angela (1544) y se organizaron como Congregación en 1565.
Al comienzo mucha de la enseñanza la hacían en las casas de los niños.

Angela tenía una gran paciencia y amabilidad. Atendía con esmero a los pobres, enfermos e ignorantes. Pronto tuvo 150 hermanas.
Al momento de morir, rodeada de sus hermanas, un hermoso rayo de luz brilló sobre la santa. Murió con en nombre de Jesus en sus labios.

EN 1568, San Carlos Borromeo llamó a las Ursulinas a Milán y las persuadió a entrar en la vida de clausura. En un sínodo provincial dijo a sus obispos vecinos que no conocía mejor forma de reformar una diócesis que introducir a las Ursulinas en las comunidades muy pobladas.
Bibliografia: Attwater
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